Triathlon
dei Disperati
1.VIII.2004
Partiti
in bici qualcuno sbaglia strada, allungando il percorso totale, e subito ci si
mette ad inseguire qualcun altro che magari già si intravede in lontananza;
se va bene la figura là davanti si avvicinerà, altrimenti sparirà in avanti
lasciando sgomenti gli inseguitori. PP già dopo pochi km accusa il giretto di
100 km del giorno prima (e la grave anemia che sembra averlo colpito) e non
riesce a tenere il ritmo di Sanson e Vicentini, e per un po’ cazzeggia con
l’Elisa su andature più serene, per poi affidarsi per un pezzo alla scia di
Mauro Conti, ma in vista delle alture presso Calvene è costretto a ritornare
sulle sue e lasciare Conti e Capponi alla ricerca di gloria in salita.
Fortunatamente poco dopo arriva il Carlassare in MTB e insomma si riesce ad
arrivare alla parte finale del giro, dove sopraggiunge da dietro il neofita
Imerio che con un ritmo d’altri tempi riporta i due sotto a Mauro e nei
pressi di Alessandro, ed insomma si arriva felicemente in piscina, dopo aver
evitato anche l’incidente stradale al semaforo. Il servizio moto è
assicurato dal medico Massimo, che ha preferito farsela in vespa la gara...
forse l’anno prossimo. Ora il caldo si fa veramente sentire e la corsa a
piedi si preannuncia impegnativa; Lele e Mauro Guarisa abbandonano la gara
dopo le prime due frazioni mentre gli altri neofiti continueranno fino
all’estremo sacrificio. Fa uno strano effetto vedere questi atleti su e giù
per Centrale, a darsi battaglia. La salitella finale al giro di boa è
splendida, fortunatamente vi è ombra! Il serpentone di atleti che chiunque può
incontrare dunque vede in testa Paolo Ciscato seguito da Manfrinenko che tenta
un recupero impossibile a corsa e da Alex Borin in terza posizione. Quindi vi
sono tutti gli altri: Gasparotto che riuscirà a raggiungere il Presidente per
arrivare assieme, l’Avv Carletti seguito dal potente Marenda e da
Carlassare che grazie al suo spunto nella corsa recupera diverse posizioni;
Vicentini è poco dietro, mentre arrivano assieme i due Massimi Sistemi,
Panetta e Sanson, e poco dopo il PP che pure ha recuperato qualcosa nella
corsa. Imerio è davanti a Lance Bakan (il cui risultato è sub
iudice, sul quale sta indagando per frode sportiva l’apposita
commissione inquisitoria del Finisher Team, in quanto pare che questo atleta
abbia usato stratagemmi del tutto illeciti per arrivare alla fine della gara;
si stanno visionando i filmati di alcune telecamere poste sul percorso e
qualche super8 di porno amatoriale perché vi è chi sostiene che Bakkan sia
uscito da un nascondiglio segreto appositamente preparato per evitare di dover
correre per 5 km) e all’Elisa Corrà e Capponi che giungono assieme. Dopo la
sfortunata prestazione di Riva del Garda ecco Mauro Conti che non ha neppure
bucato ed infine quando si temeva ormai per la sua vita giunge Daniele
Checchetto che così porta a termine il suo primo triathlon della carriera. Il
pubblico festante all’arrivo applaude generosamente tutti gli atleti
impegnati nella dura prova estiva, e quindi dopo una doccia fresca vi è il
consueto scambio di opinioni, in cui tutti cercano di spiegare
scientificamente come mai siano andati così piano.
La
giornata prosegue nel migliore dei modi sul prato lì in piscina dove la
maggior parte degli atleti si ritira per riposare e spazzolare l’ottima
pastasciutta che l’accorta organizzazione aveva preparato e che ringraziamo
sentitamente. E lì tra un colpo di sole ed una amenità di Marenda ci si può
rilassare osservando il passaggio sul bagnasciuga.
Da
notare come verso le 16 sia giunto in piscina il Sommaggio, circa 5 ore dopo
la fine della gara, probabilmente lui il colpo di sole l’aveva preso il
giorno prima… le sé robe.
Ora
vi saranno le Olimpiadi, quindi la preparazione di questi atleti sarà
indirizzata esclusivamente alla più importante gara di fine stagione, la
Bakan Cup di inizio ottobre, per la quale si preannuncia massiccia la
partecipazione e durissima la lotta.