Dramma Sanson al triathlon di Bardolino!

 Un drammatico evento ha funestato la bella giornata al Lago di Garda del Finisher Team in occasione della 21esima edizione del Triathlon Internazionale di Bardolino, vinta per la 4° volta consecutiva dall’ineffabile Policarpenko Vladimir e da Nadia Cortassa per le donne. Il talentuoso atleta del Finisher Team Sanson “Pez” Massimo è stato vittima di un cedimento strutturale a fine gara, che lo ha lasciato in condizioni di coma vigile per alcune ore fino a quando non è stato riconsegnato, bici e bagagli nelle braccia della mamma dai suoi colleghi che lo hanno recapitato a casa. Ma cosa è successo esattamente? Ancora non sono ben chiare le cause del collasso sulle quali stanno indagando i membri della commissione medica del Finisher, certo è che anche l’anno scorso, nel medesimo periodo l’atleta Pez accusò gravi disfunzioni al termine delle gare di Bardolino e del Lido delle Nazioni. Sul banco degli imputati vi sarebbe la preparazione del Sanson, nonché la dieta seguita in questi mesi.

La giornata si è presentata subito come molto calda e forse l’attesa snervante dentro la muta gli è stata fatale. Infatti anche quest’anno la partecipazione a questa gara è stata massiccia e da record, vuoi per il fascino della location vuoi per l’importanza degli atleti presenti, a partire appunto dal Policarpenko in cerca della quaterna in vista delle Olimpiadi. I dati ufficiali parlano di oltre 1100 partecipanti, fra maschi e femmine.

La frazione a nuoto è stata certamente resa più interessante dalle possenti ondate che neppure a Shark Bay… mentre il percorso ciclistico presentava un dislivello complessivo piuttosto modesto e tuttavia si è dimostrato selettivo e foriero di importanti distacchi cronometrici. I 10 mila metri a piedi  si svolgevano su di un percorso pianeggiante da percorrersi due volte, quindi gli atleti si sono incontrati più volte, quelli partiti in qualche batteria prima con i sopraggiungenti e molto bello è stato il tratto che passava proprio per il centro di Bardolino dove tutti hanno potuto ricevere un incredibile incitamento da parte del pubblico che affollava i bar all’aperto.

L’oriundo ucraino del Finisher Team, che ha fatto le elementari con Policarpenko, il forte Manfrinenko, ha ottenuto un risultato rilevante, giungendo 96esimo in 2h 11m 03s, mentre a seguire sono giunti gli altri atleti, a cominciare da Vicentini, circa 14 minuti dopo Manfrinenko, che così ha festeggiato con il 325esimo posto in classifica il suo genetliaco. A ruota l’Avvocato Carletti e Stefano Parisotto, mentre il Parise ha preceduto il già citato Sanson sul traguardo di alcuni minuti. Si è dovuto ritirare per problemi alla schiena il Gasparotto, mentre il possente Sommaggio si è fermato per ragioni ancora sconosciute, non sappiamo se in relazione alla celeberrima Sindrome della cuffia a forma di pinna di squalo o piuttosto alle poderose tabelle di allenamento di Contin. Toni Laverda non si è neppure presentato alla partenza.

Le condizioni del Sanson sono apparse critiche già subito dopo il suo arrivo, ed è rimasto in uno stato di intontimento per un bel po’ permanendo in un preoccupante mutismo fino al ritorno a casa.

Fortunatamente dopo diverse ore è parso come le cose potessero migliorare per lui ed il suo stomaco e insomma Tutto è bene quel che finisce bene. Il giorno seguente la gara sappiamo che Sanson si è recato in pellegrinaggio in un miracoloso santuario in Friuli, 110 km in bici sotto la pioggia, come ex voto per grazia ricevuta.

E sabato prossimo vi sarà la gara a Lavarone. La croce rossa è stata allertata.

Picktor

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