Dopo
un’intensa stagione agonistica per i finisher è arrivata finalmente quella
che per molti, ma non per tutti (vedi Pez che avrà il suo clou agonistico fra 2
settimane a Nizza), è considerata la chiusura della stagione di triathlon 2004,
ovvero l’ultimo sprint a Sottomarina. Poi resterà solamente il celeberrimo ed
ambitissimo duathlon della Bakan Cup, fra un mesetto circa, ma per il momento si
possono già tirare i remi in barca.
L’iscrizione
allo sprint era stata pressocchè massiccia da parte dei componenti del Finisher
Team anche se tra le defezioni ingiustificabili troviamo quella dell’avv.
Carlessing che dopo la querelle con il Vicentini sarà stato impegnato a
studiare i termini della questione per cercare di far condannare il suo
antagonista quanto meno ai lavori forzati nelle miniere di sale; assenti pure
Manfrinenko che il giorno prima aveva partecipato ai campionati italiani,
Sommaggio che chissà dov’è finito e lo Iovienio che così raggiunge il
traguardo dell’iscrizione a tutte la gare con la non partecipazione alle
medesime. Per il resto vi sono tutti i più forti, Gasparotto Meneghello
Vicentini, Parisotto e Sanson che il giorno prima avevano gareggiato a Peschiera
nell’Olimpico, Parise Capponi Conti e il potente Merenda
Il
ritrovo è verso le 8 in piscina, l’aria è decisamente freschetta ed il cielo
è coperto da nubi che minacciano pioggia: insomma sé qua l’autunno. Dopo un
tranquillo viaggio si arriva a Sottomarina ove vi è un parcheggio abbastanza
vicino alla zona cambio. All’appello manca solo Gianni col furgone IEMME
contenente quasi tutte le biciclette, dove sarà finito? Mentre Giulio, Elia e
le loro mamme si appropinquano ai giochi sulla spiaggia gli atleti iniziano il
riscaldamento; chi va a farsi un giretto in bici, chi va a correre chi cerca di
mangiare qualcosa, chi cazzeggia in varie attività. Muta vietata, dicono al
momento del ritiro pacchi gara; muta facoltativa dicono poco dopo quando pare
che la temperatura sia scesa ulteriormente ed il mare si sia fatto
particolarmente agitato. La capitaneria di porto annuncia peggioramento delle
condizioni meteo così l’organizzazione decide di anticipare la gara di una
mezz’oretta circa.
E
in effetti la frazione a nuota risulterà essere la più impegnativa e decisiva;
vi sono onde poderose e la corrente trasversale è molto forte, così dopo aver
girato l’ultima boa per tornare indietro i vari atleti vengono dispersi e
portati alla deriva un po’ ovunque, sembra di essere ad Omaha Beach all'alba
del D-Day. La riva è là davanti, ma non si sa bene verso dove si sta nuotando,
i tempi di percorrenza di questi 750 metri sono altissimi e incredibili,
decisivi per tutta la gara. Il Parisotto incappa in un giudice che lo
redarguisce per essere riemerso dalle acque in un punto non consentito e dopo
uno scambio di battute viene squalificato. La frazione in bici è completamente
senza dislivello, molto veloce ed insidiosa a causa di un tratto in pavè
piuttosto rognoso; il neo campione italiano che parla in spagnolo veleggia
solitario verso la vittoria ai 40 km/h mentre il PP è come sempre in affanno e
viene ripreso da Sanson prima quindi da Marenda che guida il suo gruppetto con i
riccioli al vento: "No molare!". In quel momento, al secondo giro,
quando alcuni atleti dovevano rientrare perchè effettuato il terzo giro, vi è
una pericolosa caduta che coinvolge 5 o 6 corridori che sicuramente si sono
fatti del male, fortunatamente non vi sono atleti del Finisher coinvolti. La
frazione a piedi è altresì veloce e insomma la garetta si conclude con
l'arrivo di tutti i nostri atleti, compresi fra 1h 10' 42" del Meneghello e
1h 18' 58" del prode Mauro Conti. Da segnalare la prova del potente
Gianni alla conclusione del suo primo triathlon; questo atleta da quanto potente
è ha rotto il chip winning time così non vi sono i riscontri cronometrici
parziali, inoltre egli la mattina non trovando più le scarpe da corsa ha preso
su un paio scarpe utilizzate per anni per lavorare nell'orto, con alcuni
centimetri di fango tutt'attorno. Al buffet vi è il solito scambio di vedute
con il solito:"Non son mia andà forte, non gò tirà" poi vi è
stato l'abbondante pasta party, giusta conclusione della giornata
sportiva. Ora finalmente un po' di risposo, tranne per Sanson, quindi
l'importantissima prova della Bakan Cup valida per le prequalifiche al mezzo
ironman di Montecarlo del prossimo anno. Chi dovesse saltare la gara della metà ottobre
sarà escluso dalla spedizione che fra un anno andrà a gareggiare in terra
monegasca. Tutti sono avvertiti.