Gent. Presidente

le scrivo questa lettera per esprimerLe tutta la mia indignazione per le continue calunnie pubblicate sul sito della nostra Società. Mi sento a dir poco offeso dalla divulgazione di aspetti così intimi e personali che mi riguardano. Oltretutto non vedo perchè l'ingaggio dell'Avvocato Carlessing debba essere rivisto dopo il risultato della gara di Mergozzo. Sappiamo benissimo, e quì non temo confronti né smentite, che prima dell'appuntamento con il mezzo ironman, l'atleta-principe-del-foro è andato in ritiro in Sudafrica per poter evitare i controlli anti doping a cui la Società ci sottopone regolarmente prima degli appuntamenti importanti. La informo che il sottoscritto, con il quale l'Avvocato ha diviso la stanza d'albergo, la mattina della gara lo ha visto preparare stranissime borracce con bustine di polvere colorata e dall'odore non ben definito. La riprova di quanto le scrivo ci viene dal fatto che Carlessing non parteciperà allo sprint di Sottomarina. La gara, oltre che la sua valenza sportiva, ha anche un significato di evento di fine stagione, di momento d'aggregazione tra tutti i nostri tesserati. L'Avvocato, ma come può pretendere di essere chiamato avvocato uno che si comporta in maniera così ai margini della legalità, ha accampato una qualsiasi scusa (un matrimonio, ma che balla è??) per non partecipare alla gara e per non sottoporsi ai test. Pesino atleti-lunghisti del calibro di Stefano Parisotto, lontano dalle distanze sprint da anni, ha infine deciso di partecipare alla "festa" di fine stagione. Sono sicuro che, se gli impegni internazionali lo permetteranno, anche un campione di valore assoluto come Manfrinenko, il nostro straniero "de Sandrigo", ci onorerà della sua presenza.
Altro che aumento dell'ingaggio, Egregio Sig. Presidente, pensi a stracciare la tessera di chi, con il suo comportamento a dir poco oscuro, infanga il buon nome del TRIATHLON FINISHER TEAM. La ringrazio dell'attenzione che mi ha dedicato e spero che lettera sia un punto di partenza per far luce.

cordialmente La saluto
Davide Vicentini

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