Una domenica a Jesolo

Quest’anno a Jesolo il triathlon da Olimpico si è fatto Sprint, e da Ca’ Savio è stato spostato in Piazza Milano, comunque gli atleti del Triathlon Finisher Team hanno onorato come sempre la giornata di sport, riportando risultati interessanti. Certo è che portando il parco gara in piazza sono state riscontrate difficoltà già nel sistemare le auto, mancando un’area apposita nelle vicinanze, così ci si è arrangiati tra parchimetri e posti di fortuna. Vicentini e Sanson sono arrivati addirittura in bici, temendo il caos parcheggi, ma poi non hanno preso parte allo sprint, che esulava dai loro severi programmi di allenamento. Pare che il Sanson non abbia mai tirato su tutti i 100 e rotti km di tragitto, sfruttando la scia di Vicentini. Invece finalmente ha ricevuto il battesimo alle gare Mauro Conti, sottoforma di un bel bagnetto nell’acqua affatto limpida di Jesolo; la direzione gara gentilmente ha avvisato che la temperatura del mare era di 16 gradi centigradi, pur essendo una calda ed assolata domenica. Non sarà stata fredda come l’acqua di Caldaro però comunque un bel brivido giù per gli zebedei è corso un po’ a tutti non appena si sono tuffati per saggiare il campo gara. Le onde non erano neppure troppo alte e insomma solo pochissimi atleti si sono ritirati già durante la frazione di nuoto.

Il gruppo atleti del Finisher comprende Gasparotto Carletti Sommaggio Parise Laverda e Conti, mentre all’ultimo momento decide di iscriversi anche il Carlassare, sotto le mentite spoglie di Alfonso Iovenio obbligato a casa da importanti affari; come sempre i supporters sono numerosi e variopinti, accampati con paletta e secchiello come in un improbabile quadro di Cezanne  sul lungomare prospiciente il punto di partenza. Assente l’ucraino Manfrinenko che ha subodorato la temperatura piuttosto bassa del mare.

Qualche minuto dopo le 12 il classico colpo di cannone annuncia il via della gara femminile e improvvisamente, non si sa quando, anche per quella maschile. La boa arancione sembra proprio vicina, e la moltitudine umana si lancia al suo raggiungimento in quella che sembra una mattanza; le gelide acque marron sono così colorate dagli spruzzi, le mute e le cuffiette colorate degli atleti, tra le quali spicca, per la forma aerodinamica a pera quella di Sommaggio. Il percorso acqueo prevede di toccare un’altra boa, quindi il ritorno a riva, attraverso due infami secche che obbligano tutti a rialzarsi o a nuotare in 32 cm d’acqua esplorando gli invisibili fondali con le mani, il giro attorno ad un paletto conficcato nella sabbia e quindi la ripetizione del tracciato, boa arancione secche e viadicendo. Già dopo questa frazione si sono viste alcune novità, il Parise è riemerso dalle acque decisamente in ottima posizione subito alle spalle di Gasparotto e Laverda, però poi ha mandato tutto a puttane nella frazione ciclistica, dove si è fatto riprendere da tutti gli altri. Il neofita Mauro decide di puntare la Croazia, quindi rientra in traiettoria, mentre tutti sono alle prese con i soliti colpi proibiti che numerosi rendono la frazione marina fra le più insidiose. Il tragitto in bici si sviluppa su di un circuito di neppure 5 km, da percorrersi 4 volte, il classico piattone con un lato a favore di vento e via che si corre, e l’altro lato col ventaccio contrario e si arranca, e vi è un susseguirsi di agganci per i nostri atleti, che si giocheranno poi tutto nella frazione podistica.

I risultati finali vedono una grande prestazione del Gasparotto che chiude al 37esimo posto in 1h 03’ 57” seguito da Carletti giunto 97esimo in 1h 08’ 33”. Quindi vi è la sorpresa, ovvero il nome di Alfonso Iovieno così in alto in classifica, 122esimo in 1h 11’ 22”, anche se sotto le spoglie della Freccia Partenopea si celava il Carlassare; il Sommaggio è giunto 5” dopo lo Iovenio-Carlassare 5” sicuramente persi a causa della conformazione della sua cuffia. Il Parise è lì 139esimo in 1h 12’ 59” mentre poco oltre vi è Mauro Conti giunto 5° degli amatori in 1h 14’ 22” ; chiude la comitiva Toni Laverda pur essendo uscito molto bene dall’acqua è giunto 159esimo, in 1h 14’ 41”.

Appena esposte le classifiche è da registrare come apparisse l’inversione fra la posizione del Carletti e del Gasparotto, probabilmente a causa dello scambio del chip winning time (a che è servito poi se nelle classifiche vi è solo il tempo totale e non i parziali?). Sono state inoltrate rimostranze alle più alte cariche della Fitri e del Coni così poco dopo l’errore è stato aggiustato, rendendo merito ad Adriano della sua posizione conquistata sì duramente.

Dopo adeguata rifocillazione a base di pasta riso prosciutto e gelati vari della serie All You Can It, come recita la pubblicità della nota pizzeria, si è deciso di abbandonare Sanson sul ciglio della strada con armi e bagagli per poter iniziare la marcia di ritorno verso casa, che si è dimostrata anche più impegnativa della gara stessa, un nostos che neppure Odisseo…, causa il traffico osceno. Bè intanto è andata anche questa… alla prossima.

Picktor

 

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