D:- Marco, questa volta ti sei tolto la soddisfazione di vincere, da dove arriva questa incredibile prestazione?
R:- Diciamo che mi sono tolto anche qualche sassolino dalla scarpa, dopo le Fiandre avevo sentito che gli animi erano troppo bollenti, e che la sfida era più accesa che mai, non sono uno che ama essere protagonista,di solito lascio la ribalta a personaggi come Bakkan, che vivono di queste cose, ma domenica mi sono sentito attaccato in modo scorretto, così ho reagito alla mia maniera, con i fatti.
D:- Certo devi ammettere che la tua prestazione ha dell'incredibile
R:- Se fai un po' di conti vedrai che non ho fatto nulla al di fuori della mia portata, basta andare un po' più forte degli altri, essere costanti, naturalmente avere una buona gamba e crederci sino in fondo.
D:- Ma quando è iniziata la tua rimonta?
R:- A Treviso, dopo circa 75 km, ho aumentato l'andatura portandomi dietro una mezza dozzina di corridori, poi purtroppo ho esagerato e gli ho persi, rimanendo da solo, se magari non tiravo così forte da staccarli potevamo arrivare sotto ai fuggitivi ancora più in fretta, si penso proprio che sia stato l'unico errore della giornata.
D:- Vuoi dire che potevano rientrare anche Bakkan e Manfrin?
R:- Certo, purtroppo si sono staccati su un cavalcavia quando io e Adriano abbiamo sfruttato la scia di un furgone, dopo il cavalcavia avevano 200 m e non sono più riusciti a rientrare fino a che sono scoppiati, sai com'è, se a stare dietro si riesce ad andare a 50, a tirar davanti cambiatutto.
D:- Raccontaci del tuo ricongiungimento con i fuggitivi
R:- E' stato incredibile, pensavano che io fossi Parisotto rientrato dopo che lo avevano staccato poco prima, poi quando si sono resi conto che ero io ho sentito un paio di sonore imprecazioni, le loro facce ricordavano quelle di quando l'Italia ha preso il golden gol agli europei con la Francia.
D:- Di certo non se l'aspettavano
R:- No direi proprio di no, hanno dovuto riporre le bandiere nel cassetto, sarà per la prossima volta!